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Edilizia per centri commerciali e alberghi a TREVISO

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CENTRO CONGRESSUALE ALBERGHIERO BHR






L'intervento è situato a tre chilometri dall'Aeroporto Canova, diventato uno degli scali più importanti per i voli low cost del Nordest d'Italia, in un'area verde e commerciale lungo la statale 53 Castellana che collega Treviso con Venezia e che si raccorda a sua volta con una via altrettanto antica, la via Postumia.

Si tratta di tre corpi di fabbrica perpendicolari tra di loro che in pianta disegnano una "u" con il lato corto verso via Postumia Castellana e il lato aperto verso la campagna e la linea ferroviaria Treviso-Vicenza che corre alle loro spalle. Il lato lungo a Oriente si eleva per un solo piano ed è stato destinato a uffici il primo piano e a negozi il piano strada. Il lato corto è sopraelevato e contiene al primo piano il centro congressi del BHR Treviso Hotel.
Il lato lungo a Occidente si eleva per sette piani fuori terra ed è stato dedicato interamente all'albergo. Contiene 133 camere di cui 17 junior suite e una suite presidenziale.

Il complesso edilizio è costruito in acciaio e cemento armato precompresso con superficie totale di 41.587 metri quadrati di cui 14.428 per l'unità ricettiva su sette piani e altri 3.444 metri quadrati per l'unità congressuale. La torre alberghiera occupa due terzi del lato occidentale e si eleva dal suolo per quasi 30 metri di altezza, il rimanente, a un solo piano, comprende la sala congressi Veneto, gli uffici del personale e alcune attività commerciali.

L'area interna tra i tre edifici è stata concepita come una grande corte italiana nella quale si affacciano i negozi dell'ala orientale. La corte rappresenta anche l'ideale sfogo per i congressisti come per gli avventori del Gioja Lounge Bar.

In futuro sarà coperta con pannelli fotovoltaici che renderanno del tutto autonomo il complesso dal punto di vista del consumo energetico.

La nuova copertura a serra pertanto sarà disegnata appositamente per ottimizzare la collocazione di pannelli fotovoltaici-ombreggianti, farà percepire il percorso del sole, la variazione della luce e il valoreecologico dell'energia solare che produce elettricità e darà un contributo utile al riscaldamento invernale e al raffrescamento estivo.
Con semplici accorgimenti di apertura e ombreggiamento, diventerà un portico ventilato d'estate. E' indiscutibile anche l'interessante differenza di uso e percezione che si avrà degli stessi spazi in stagioni diverse.
Verrà in questo modo recuperata la funzione tradizionale del portico, della piazza e della galleria che caratterizzano le vie principali delle nostre città evitando in tal modo la sensazione di artificialità che la persona prova nell' entrare nelle grandi strutture tradizionali

La nuova struttura avrebbe la possibilità di collocare circa mq. 3.150 di pannelli solari e fotovoltaici in grado di produrre il 50% del fabbisogno di energia del complesso alberghiero.

L'impianto fotovoltaico si caratterizza come uno dei principali a livello nazionale per valenza di integrazione architettonica. Notevole è il valore simbolico, per accrescere sensibilità sulle energie rinnovabili, e far comprendere come qualsiasi edificio, a finalità abitative, commerciali o industriali, possa alloggiare apparati per la autoproduzione di energia senza condizionamenti dell'estetica architettonica, conglobando finalità energetiche a quelle del manufatto di costruzione (in questo caso: elemento di copertura).
Interventi come questo incontrano un sempre crescente interesse da parte di privati e collettività, enti ed aziende, ma anche la politica finalmente apprezza e sostiene l'integrazione architettonica.

Un importante elemento architettonico curvilineo in acciaio caratterizza la facciata del complesso - unendo idealmente centro congressi e albergo - e funge anche da pensilina per la parte alberghiera.
Esso è ancorato alla struttura in cemento armato per mezzo di mensole in acciaio ancorate a cappucci infilati nei pilastri in c.a. e appoggiato su sei pilastri con sezione a stella rastremati agli appoggi e ancorati a terra a mezzo di piastre cilindriche.

La struttura è interamente in acciaio con elementi imbullonati (travi a cassone) in parte premontati a terra e sollevati in quota per il fissaggio finale.
Al termine della sua funzione la pensilina può essere smontata per recuperare la materia prima fonderla e realizzare nuove strutture nel rispetto del principio fondamentale di ecosostenibilità per il recupero e riciclaggio dei materiali da costruzione.

A pochi chilometri dall'albergo ci sono le sorgenti del fiume sorgivo più lungo d'Europa, il Sile.
A ricordo dell'acqua come elemento che caratterizza il territorio trevigiano la grande pensilina sfida, con il suo movimento a onda, la rigidità delle linee della struttura prefabbricata realizzando quel contrasto voluto dal progettista per evidenziare come anche un solo elemento architettonico ben studiato e ben inserito può caratterizzare ed evidenziare l'intero edificio.



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